Generazione Z: ecco chi arriva dopo i Millenials

In uno dei primi articoli del blog abbiamo parlato della generazione conosciuta con il nome di Millenials, analizzando, grazie al contributo di Simon Sinek, i pregi e i difetti, le angosce e le speranze, le paure e le ambizioni di questa generazione.

Oggi, invece, l’attenzione viene focalizzata sulla generazione successiva, quella dei nati dal 1996 al 2010 (anno più, anno meno) conosciuta come Generazione Z, o anche Centennials o I-Gen.

Quello che contraddistingue questa generazione è sicuramente la fortissima dipendenza dalla tecnologia. Basti pensare che il concetto di “nativo digitale” è oltrepassato per ragazzi e ragazze che sono completamente iperconessi e che considerano i “devices” tecnologici collegati ad una rete come una vera e propria estensione del proprio corpo a cui non possono rinunciare.

Dal punto di vista lavorativo, secondo quanto riportato da Il Foglio, la generazione Z rappresenta e rappresenterà un modello di cambiamento nella concezione stessa del lavoro. In particolare, riportiamo le differenze con la generazione dei millenials evidenziate dal giornale.

Generazione x, ovvero i millennials: nati fra il 1977 e il 1995, sono cresciuti con un accesso tecnologico che non aveva ancora avuto eguali, e hanno qualità sorprendenti come il senso del diritto, la familiarità con la tecnologia e il desiderio di fare del bene nel sociale.

Generazione z: generalmente pensata come la generazione nata dalla metà degli anni ’90 fino alla metà degli anni 2000, si sta affacciando al mondo del lavoro solo ora. E’ più esperta a livello tecnologico ed è cresciuta a pane e social media.

Da un primo approccio sembra che la generazione Z sarà peggiore di quella dei millennials:

– Il 36% dei dirigenti ritiene che la generazione Z sarà più difficile da gestire rispetto alle generazioni precedenti.

– Il 26% ha dichiarato che sarà più difficile comunicare con loro.

– Il 20% dei manager afferma di ritenere che la generazione Z possa peggiorare la cultura aziendale.

Insomma la generazione Z vedrà i lavori come relazioni transazionali a breve termine.

I millennials cercano posti di lavoro che garantiscano stabilità, convenienza ed equilibrio, la Gen Z è più pronta ad alimentare le proprie passioni e ad essere orgogliosa del proprio lavoro.

Possiamo descrivere i millennials come guidati dalla crescita e dallo stile di vita, e la Generation Z guidata dalla crescita e dalla passione.

Per sintetizzare quanto riportato da Il Foglio, si propone l’immagine esemplificativa realizzata da Intraprendere.net

intraprendere.png

I maggiori tratti distintivi delle due generazioni sono, sempre secondo secondo Il Foglio:

1) Sicurezza: la recessione ha colpito i millennials proprio mentre entravano nel mondo del lavoro, determinando una disoccupazione di massa, I Gen Zers erano bambini e molto probabilmente hanno visto gli effetti del crollo economico attraverso gli occhi dei loro genitori. Di conseguenza, sono molto più sicuri delle proprie capacità e cercano guadagni più alti anche a scapito di una minore sicurezza sul posto di lavoro.

2) Indipendenza. La generazione Z tende a pensare in modo più indipendente rispetto alla generazione millenaria. Gli studi suggeriscono che pensano in maniera più indipendente, facendo affidamento a se stessi più che ad un team, preferiscono ambienti di lavoro più isolati rispetto ai millenials.

3) Imprenditoria. La generazione Z risulta essere decisamente più imprenditoriale. Secondo la ricerca condotta solo l’11 % dei millenials desidera avviare un’impresa, mentre per la generazione Z si arriva almeno al 20%.

Ma il cambiamento sarà effettivamente così drastico?

Secondo gli autori del libro “The Gen Z Effect” Tom Koulopoulos e Dan Keldsen il mondo del futuro potrà essere migliore grazie all’impatto di questa generazione.

Nel loro libro individuano 6 punti essenziali che caratterizzeranno il panorama lavorativo e sociale nei prossimi anni:

  1. Iperconnessione: la possibilità di connettere miliardi di persone in tutto il mondo, permettendo condivisione di conoscenze, scambio di informazioni e di nozioni.
  2. Rottura generazionale: nel giro di un decennio la classica piramide della popolazione assumerà una forma a grattacielo. Vale a dire che, nel mondo, il numero di persone che popolano le fasce più basse di età e il numero di quelle più anziane sarà pressoché uguale. Pertanto si abbatteranno conflitti generazionali grazie alluso della tecnologia e al know how diffuso
  3. Lifehacking: concetto che premia la ricerca di un vero e proprio scopo di vita, focalizzato su un obiettivo di grande utilità personale e per la comunità. I due autori esaltano le possibilità garantite dal crowdfunding (raccolte fondi) a livello globale verso iniziative importanti che possono arrivare da ogni lato del globo e vengono rese pubbliche e alla portata di tutti grazie al web.
  4. Slingshotting: letteralmente accelerazione (tecnologica). Vale a dire che le innovazioni tecnologiche saranno sempre più dirompenti ma ci sarà maggiore possibilità per tutti di accedere a tali tecnologie, contribuendo ad abbattere barriere economiche e generazionali.
  5. Il mondo è la mia classe: grazie a internet e ai corsi online, ci sarà la possibilità di migliorare i livelli educativi e di istruzione in tutto il mondo. Nel prossimo decennio il numero di individui che otterràla laurea sarà più elevato del numero di lauree conseguite sino ad oggi.
  6. Affluenza all’influenza: tutti conteranno di più. In termini di opinione e in termini economici. La generazione Z di tutto il modo, sia nei paesi più sviluppati che in quelli meno sviluppati avrà maggiore influenza sugli andamenti politici e sui mutamenti sociali ed economici del globo.

centennials

I due autori sembrano molto fiduciosi sulla Gen Z, infatti nel loro libro affermano che nessun’altra generazione nella storia dell’umanità ha avuto la possibilità di connettere ogni singolo uomo sul pianeta creando un processo in grado di garantire l’opportunità per ogni persona di essere pienamente istruita e socialmente ed economicamente impegnata. Inoltre, gli scrittori analizzano l’impatto di questa generazione a partire dai nuovi e radicali effetti che si avranno sul marketing fino al potenziale azzeramento della proprietà intellettuale e al passaggio all’innovazione di massa, dalla riduzione delle tradizionali istituzioni scolastiche all’apprendimento adattivo e “open source”. La Generazione Z, affermano gli autori, potrebbe essere la generazione capace di risolvere i grandi problemi del mondo .

Infine, un altro spunto interessante, sempre tratto dal volume di Koulopoulos e Keldsen, ci viene offerto dal sito hospitalitynews.it

Generazione Z: chi sono

Multi-tasking e multi-screen: la Gen Z è in grado di passare da un supporto all’altro senza troppi problemi, da pc a laptop e da ipad a iPhone. La soglia di attenzione di questi giovani è bassissima e quindi attirare la loro attenzione, anche online, è davvero difficile.

Addio a Facebook: per loro questa piattaforma è già sorpassata. Fanno molta attenzione alla privacy quindi preferiscono social come Snapchat e Whisper in cui le informazioni durano poco.

Tante foto e video: vanno alla grande con YouTube e Instagram. Trascorrono gran parte del loro tempo a vedere video su mobile. E non solo. Non sono passivi. A loro volta creano contenuti nuovi.

Attenti all’euro: vivendo in un mondo senza lavoro fisso, sono più oculati nelle spese superflue. Ovviamente il viaggio rimane in vetta ai loro sogni. Ma non una semplice gita ma qualcosa che si possa vivere come un’esperienza a 360°.

Face to Face: strano a dirsi ma si tornerà alla comunicazione faccia a faccia. Basta messaggi su whatsapp e mail. Meglio guardasi negli occhi e parlare.

Turismo slow: la Gen Z preferirà gli spostamenti in treno rispetto a quelli in aereo. Un tren in linea con quello intercettato da Expedia che di recente ha lanciato un servizio per acquistare biglietti del treno in Europa, al fine di incentivare un settore che varrebbe 130 miliardi di dollari.

In conclusione si può affermare che la generazione Z ha già raccolto su di sé l’attenzione di molti studiosi. Solo il tempo ci saprà rivelare quali saranno gli effettivi cambiamenti che queste ragazze e questi ragazzi sapranno apportare nella nostra società!

 

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