Sviluppo Sostenibile: l’intricata matassa

In seguito alla decisione del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di abbandonare l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, i mass media  hanno spostato improvvisamente la propria attenzione su tematiche come il riscaldamento globale o lo sviluppo sostenibile.

I talk show e i programmi di approfondimento si sprecano sull’argomento.

Ma il punto è: sanno realmente ciò di cui stanno parlando?

Sempre più spesso siamo costretti ad assistere alle grandi lezioni tenute dai politici di turno su come ridurre le emissioni di anidride carbonica, come investire sulle risorse energetiche rinnovabili, come aiutare i migranti “a casa loro”. Cosa c’entra? C’entra eccome.

Il problema più grave dei governanti è proprio quello di non riuscire a vedere al di là del singolo problema, come se ognuno di essi fosse indipendente e dissociabile dagli altri. Come se i migranti del Corno d’Africa non fossero costretti ad abbandonare la propria terra per carestie, siccità, desertificazione, povertà, instabilità politica.

L’intuizione fondamentale che la classe politica e dirigente dovrebbe avere sarebbe quella di capire che i problemi relativi allo sviluppo sostenibile sono strettamente interconnessi. Sono come i fili intrecciati di un tessuto.

Non è possibile avvicinarsi alla tematica dello sviluppo sostenibile senza avere una visione olistica del problema. Ogni “difetto di fabbricazione” del sistema organizzativo mondiale non può prescindere dall’altro e la soluzione ai problemi deve tenere in considerazione un approccio integrato.

L’illustrazione seguente offre un ottimo spunto sul tema e mostra come tutte le problematiche moderne siano intimamente correlate.

Tessuto

Lo scopo dell’articolo dunque, è quello di suggerire a qualsiasi lettore di approfondire ciascuna tematica del disegno per comprendere la relazione tra di esse. Lo stesso dovrebbe fare la classe politica mondiale, concentrandosi in maniera definitiva sulla risoluzione di questi problemi attraverso politiche integrate e di collaborazione tra i vari Paesi, permettendo un intervento congiunto del tipo top down (leggi e direttive) e bottom up (iniziative volontarie di cittadini ed aziende).

Perché come si affermava già nello Human Development Report 2007/2008, una delle sfide principali del futuro  sarà il modo in cui penseremo al progresso dell’umanità.

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